Piano triennale della Fondazione CRC: apertura del parco di Santa Croce con centro innovazione e palazzetto dello sport

Piano triennale della Fondazione CRC: apertura del parco di Santa Croce con centro innovazione e palazzetto dello sport

Un piano triennale da 25 milioni di investimenti nei quali ci staranno l'attrezzatura e la messa a disposizione del parco di Santa Croce già dalla prossima estate, un polo per l'innovazione ricavato nelle due case rurali dello stesso Parco, due palazzetti dello Sport, uno a Novi e uno a Carpi, per il quale ultimo si stanno valutando con il Comune diverse localizzazioni, compresa l'area della vecchia piscina. E, come erogazioni al territorio, 3,2 milioni per il solo 2020. Per gli investimenti le priorità strategiche sono assegnate da un lato al sostegno dello sviluppo economico, soprattutto a favore dei giovani e di idee imprenditoriali innovative; e dall'altro alla riqualificazione urbanistica, alla valorizzazione del verde e privilegiando scelte che non consumino territorio. Per le erogazioni le priorità saranno invece la promozione del welfare di comunità e gli interventi diretti all'inclusione dei fragili (dalla progettualità del volontariato all'aiuto alle famiglie per gli anziani non autosufficienti ai corsi di alfabetizzazione per stranieri) e il sostegno alle attività culturali.

 

A descrivere la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi per come è parsa questa mattina, alla presentazione ufficiale del primo piano triennale interamente attribuibile alla presidenza di Corrado Faglioni, se ne dovrebbe parlare come di un ente che si è scrollato di dosso la polvere , passa dagli stanchi rituali erogativi a un protagonismo vispo e determinato e alla voglia di esercitare un ruolo molto preciso in città. “Dal sostegno all'innovazione” è il concetto in cui il presidente Faglioni ha concentrato quella che si potrebbe definire una nouvelle vague di Palazzo Brusati, con accenti non privi di qualche impazienza nei confronti delle ripetitività ereditate dal passato e di progetti pluriennali che non finiscono mai (ve ne sono di quelli che datano addirittura una decina d'anni, immobilizzando risorse, un esercizio finanziario dopo l'altro).

 

La Fondazione targata Faglioni ambisce dunque a essere un'altra cosa rispetto al passato recente e remoto, mettendo in giuoco il 9 per cento del proprio patrimonio per la realizzazione di nuovi interventi e il 36 per cento dell'avanzo di 8,867 milioni stimato per il 2019 e considerato un ottimo risultato, per le erogazioni al territorio. Il tutto in base a una considerazione molto preoccupata delle condizioni generali della città, dell'urgente necessità di un suo rilancio in termini di idee, iniziative imprenditoriali da sostenere e formazione dei giovani da incentivare, ma anche di infrastrutture territoriali da rinnovare o costruire ex novo per rendere Carpi più attrattiva per gli investimenti.  

(nella foto, il presidente Faglioni fra i consiglieri di amministrazione Flavia FIocchi, Enrico Contini, anche vicepresidente, e Federico Poletti)

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