Bilancio Asp: tanto (troppo) rumore per nulla

Enti - I 5 Stelle si portano a casa soli il clamore provocato dalla loro denuncia

Bilancio Asp: tanto (troppo) rumore per nulla

CARPI – Si consuma in un weekend e con una conferenza stampa alla struttura protetta Tenente Marchi la polemica dai contorni infuocati scatenata dal Movimento 5 Stelle in occasione dell’approvazione del bilancio consolidato 2017 dell’Unione Terre d’Argine.

I 5 Stelle hanno portato in quell’occasione un affondo all’Asp, l’Azienda ai servizi alla persona dell’Unione Terre d’Argine, un attacco argomentato da dati e percentuali che è stato tradotto anche in un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, ipotizzando un danno erariale perpetrato a carico della collettività. L’Asp da parte sua non ci sta, ventila azioni legali di tutela dell’immagine dell’ente e ribatte, anch’essa dati alla mano, colpo su colpo alle accuse dei pentastellati. L’accusa, portata dalla consigliera 5 Stelle Monica Medici è su due livelli: da una parte la sproporzione fra i costi del personale Asp regolarmente assunto a tempo pieno (1,7 milioni di euro) e quelli per personale “somministrato”, interinale e a tempo determinato (poco più di un milione di euro nello stesso anno preso in esame, il 2017); dall’altra parte la gestione “commerciale” dell’Asp su terreni edificabili (a Cortile), contabilizzati fra le rimanenze “insieme ai pannoloni”,il che consentirebbe all’ente, secondo i 5 Stelle, di “vendere i beni senza necessità di bando pubblico”. 

La risposta di Asp, dopo un primo momento emozionale, giunge attraverso una articolata conferenza stampa alla presenza dei vertici di Asp (l’amministratore Unico Cristiano Terenziani, la direttrice Alessandra Cavazzoni, il responsabile amministrativo Niccolò Ronchetti e il revisore dei conti Vincenzo Commisso) rinforzato dal sindaco Alberto Bellelli nella sua qualità di assessore ai servizi sociali dell’Unione Terre d’Argine.

Personale “somministrato”: “I 5 Stelle hanno fatto male i conti. Noi. Assumiamo prioritariamente il personale tramite concorso ma le procedure, come noto, sono lunghe e abbiamo il dovere (penalmente sanzionato) di assicurare i servizi quotidiani necessari agli anziani; se uno dei nostri 63 dipendenti manca per qualche motivo (ferie, malattia, pensionamento) dobbiamo sostituirlo immediatamente ed è per questo che facciamo ricorso, noi come tutte le altre Asp, a personale “somministrato” messo a disposizione dall’agenzia Oasi Lavoro. Nessuna volontà di “assumere persone amiche” come accusano i 5 Stelle. La percentuale effettiva di personale somministrato è nei limiti di legge, considerato quanto previsto dal Jobs Act”.

E per i terreni inseriti fra i pannoloni, le bende e i cerotti?

“Sono beni immobili donati in tempi lontani alla precedente Ipab Tenente Marchi, poi confluita nel 2008 nell’Asp – spiega Vincenzo Commisso, commercialista e revisore dei conti dell’ente -. Si tratta della donazione di Vincenzo Rossi e già a suo tempo erano considerati beni non strumentali all’attività dell’ente e che avrebbero dovuto essere venduti per riutilizzarne le somme in modo più conveniente alla mission dell’Asp, tanto è vero che è stata chiesta l’autorizzazione di tenere una contabilità separata questi beni. Quei terreni, che sono posti a Cortile lungo via Chiesa, negli anni sono stati in parte permutati con la società Emiliana Scavi che in cambio ha provveduto alla lottizzazione e all’urbanizzazione dei rimanenti otto lotti, valutati oggi come beni finiti e disponibili. Se e quando si deciderà di venderli lo si farà nei termini previsti per i beni immobili, con una bando ad evidenza pubblica. D’altra parte la legge regionale istitutiva dell’Asp consente una simile articolazione dei cespiti dell’ente che ne rappresenta in modo più veritiero le varie componenti”.

“Le accuse per noi infondate rivolte all’Asp – lamenta Terenziani – hanno provocato un danno d’immagine dell’ente nei confronti dei cittadini che nel tempo hanno dimostrato di aver avuto sempre fiducia nell’istituzione anche attraverso numerosi lasciti. Stiamo consultando il nostro ufficio legale per valutare le azioni di tutela opportune e necessarie”.

“Quella degli esposti e delle denunce alla Magistratura – commenta amaramente il sindaco Alberto Bellelli – è un modo di fare politica che non è politica”.

 

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