Luci od ombre sul commercio?

Il sondaggio di Forza Italia e il disagio degli esercizi commerciali

Luci od ombre sul commercio?

Grado di soddisfazione molto basso per lo stato del centro. Ma con molti dubbi su metodo e capillarità dell’operazione. Il cui esito è stato divulgato il giorno prima dell’accensione delle luminarie: non proprio il momento migliore per attaccare l’as

Le truppe forzitaliche di Massimo Barbi, con  un tempismo degno del  maresciallo Rommel, lo hanno  divulgato esattamente alla  vigilia dell’accensione delle  luminarie natalizie. E così,  quello che doveva essere un  sondaggio demolitore delle sue  politiche per il centro storico,  con le masse dei dettaglianti  compattamente schierate  contro di lui, è stato invece il  segnale della controffensiva  di Simone Morelli. Il quale,  inalberata l’insegna del “C’è  chi parla e c’è chi fa”, non ha  avuto nemmeno bisogno di  polemizzare: gli sono bastati,  come replica, i consensi  che hanno accompagnato  l’accensione delle luci di  Natale a Carpi. 

In effetti,  dalle risposte al questionario  somministrato a 222 titolari  di negozi e pubblici esercizi  sul grado di soddisfazione  per la situazione del centro  storico era uscito un voto  medio complessivo di 4,4  decimi. Il dato era subito  dilagato sui quotidiani e sul  web, sollevando quanto meno  un dubbio, negli osservatori  neutrali: se si calcolano  all’incirca in sei milioni  milioni, euro più euro meno,  le spese sostenute in quattro  anni dall’assessorato di Morelli  fra feste e festival, giocolieri  e saltimbanchi, teatri  concentrici, notti bianche e  capodanni danzanti, rassegne  estive e kermesse invernali, senza calcolare tende e nuova  illuminazione dei portici,  riselciatura di piazza e corsi,  avvio del restauro del Torrione,  tutti con la giustificazione di  rilanciare il centro e la rete  del dettaglio; ecco, se si calcola  tutto questo, ma che cosa  si aspettano di più negozi e  pubblici esercizi? E che cosa dovrebbero dire, in compenso,  i negozianti e i bar delle vie  Pezzana, Cuneo, Remesina,  Roosevelt e Manzoni,  che pure una loro discreta  attrezzatura commerciale la  possono mettere in campo? 

 Sul che cosa si aspettano, i dettaglianti scontenti del centro, il sondaggio attuato tra ottobre e novembre da Francesco Carretti, Michele De Rosa, Enrico Pavesi, Mathieu Zannoni ha dato la stura a una cinquantina di proposte molto simili a un menar fendenti un po’ qui e un po’ là: più  eventi, più verde, riaprire il collegamento Fanti-Cabassi, più manutenzione, più pulizia, ritorno del vecchio mercato ortofrutticolo, un mercato del pesce e uno dei fiori come a Forte dei Marmi. E soprattutto  parcheggi, parcheggi e ancora parcheggi (sintesi di Enrico Pavesi: no parking no business) che non sono proprio la maggiore delle novità in fatto  di rivendicazioni.  Quanto al vero e proprio sondaggio, del quale riferiamo a parte, nei giorni successivi alla sua divulgazione qualche  esercente, nell’entourage dell’Assessore, ma non solo, ne ha messo in dubbio la scientificità, protestando, per esempio, di non aver mai ricevuto la visita degli intervistatori. O sottolineando la finalità propagandistica e la capziosità di quesiti come “Pensi che l’attuale Amministrazione comunale abbia ascoltato le vostre richieste?” che, alla luce    della miriade e varietà delle  richieste stesse, sarebbe stato difficile incasellare con un Sì o un No (il 67 per cento ha espresso comunque una risposta negativa). Mancava, poi, l’undicesima  domanda: e voi commercianti,  vi ritenete all’altezza delle esigenze che manifesta oggi il commercio? Niente da rimproverarvi in fatto di idee retail, servizio, comportamenti, ammodernamento dei negozi,    specializzazione? Quanto a voi, titolari di pubblici esercizi, perché quando si va fuori Carpi si ha sempre la sensazione di essere serviti    meglio che in città, con più cura e attenzione ai dettagli, a prezzi inferiori? Su questo, non si è percepito dal sondaggio un solo alito    di autocritica e di riflessione: la colpa è sempre degli altri, a partire ovviamente dal Comune. La stessa proliferazione delle proposte – quasi “una testa, un’idea” – dà a molti la sensazione che manchi ancora, al centro storico, la mossa decisiva, il provvedimento strutturale che possa decretare la svolta: e non può che provenire dal Comune. La seconda impressione è che alcuni esponenti della categoria non    abbiano ancora capito dove e come posizionarsi fra servizi innovativi, formazione, decollo dell’e-commerce, grande distribuzione: e questa è solo colpa loro.  

IL SONDAGGIO, ZONA PER ZONA, MATERIA PER MATERIA

Sul totale delle dieci domande somministrate, il voto medio da parte degli intervistati, da zero a dieci, è stato di 3 per piazza Martiri e corso Alberto Pio, 5 per piazza Garibaldi e corso Roma, 4,5 per corso Fanti, 5 per corso Cabassi e 4,5 per via Berengario. Non stupisce il voto bassissimo arrivato da piazza Martiri, la grande malata del commercio in centro, che trascina in basso anche corso Alberto Pio, accorpata impropriamente, come ammesso dai compilatori. Sorprende la risposta a una domanda come “pensate che l’eventuale aumento delle    notti bianche sia una buona idea?” che ha registrato un 68 per cento medio di No, con una punta dell’88 nei luoghi – come piazza Garibaldi e corso Roma – che si direbbero invece i più avvantaggiati da questa iniziativa. Non vanno meglio, le cose, per altri aspetti presi in esame   dalle domande: il Comune agevola  nuovi spazi commerciali e valorizza quelli esistenti? (70 per cento di No); sul sentirsi tutelati in materia di sicurezza                  

IL TIMORE DEI CENTRI COMMERCIALI

C'erano anche i rappresentanti delle associazioni della categoria (Tommaso Leone e Massimo Fontanarosa, per Confcommercio e Massimiliano Siligardi per Confesercenti) ad assistere qualche giorno fa alla presentazione dei risultati del sondaggio effettuato da Forza Italia Giovani sui 222 titolari di negozi ed esercizi del centro storico, inteso come corsi Roma, Cabassi, Fanti, Alberto Pio, piazza Martiri e piazzetta Garibaldi e vie Aldrovandi, Sbrilanci, Berengario. E non hanno profferito verbo, se non elogi incondizionati all’iniziativa, circa un esito che ha visto il loro popolo, associato e non, bocciare sonoramente le politiche comunali sul commercio in centro, spesso identificate con il nome dell’assessore Simone Morelli. Evidentemente si sono ritenuti confermati nelle proprie critiche all’Amministrazione. In compenso, a proposito dello scontatissimo 79 per cento di disaccordo registrato fra i dettaglianti sui nuovi insediamenti intorno al Borgogioioso,   Siligardi ha chiesto al capogruppo Massimo Barbi che cosa pensasse a propria volta Forza Italia. E si è capito che su quegli insediamenti specifici il partito azzurro non ce la fa a schierarsi contro, rifugiandosi dietro il diritto acquisito rappresentato da aree destinate dall’ultimo Prg che sarebbe sbagliato smentire oggi (“Si poteva farlo prima”), mentre non ha dubbi sul rigetto del futuro Aldi che aprirà in modo imprevisto nell’area ex Migor.        

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