La ruscarola in trasferta alla ricerca della Modena perduta

La ruscarola in trasferta alla ricerca della Modena perduta

La tradizionale ruscaròla  natalizia di Mauro  D’Orazi, nel senso di attività  racimolatrice di spigolature  dialettali e delle tradizioni  pre industriali, si è  spinta quest’anno in quel  di Modena. Ha preso perciò  il titolo di “Nuovo Parolario  Modenese” (Finale  Emilia 2018, 116 pagine,  21 euro) e a dare man forte  all’autore carpigiano è sceso  in campo anche Francesco  Battaglia, bancario  di professione e pubblicista,  che firma l’opera insieme  a lui, dopo aver collaborato  in passato a numerosi libri  con il compianto Sandro  Bellei, insuperato cultore  della modenesità. 

 “Parolario”, dunque, e  non “dizionario” o “vocabolario”,  perché qui non  si pretende di ricostruire  etimi e pronunce, ma solo  di elencare in ordine alfabetico  termini, lemmi ed  espressioni per lo più in  dialetto italianizzato che, pur conservando efficacia e freschezza  descrittiva, raccontano un mondo e un tempo che non ci sono  più, fatto di saggezza, arguzia, umorismo, aneddotica, spremuti da  “Modena e dall’immediato circondario”.  Va detto che il recinto della modenesità, almeno per quel che  riguarda il “parolario” vero e proprio, nucleo centrale della pubblicazione,  viene ampiamente travalicato. I termini e i costrutti lessicali  proposti e spiegati, infatti, risultano più che comprensibili anche  a Carpi, Mirandola o Sassuolo, essendo privi della componente  fonetica del dialetto – qui relegato ai modi di dire delle osterie o  al lavoro, al denaro e alle stagioni – che darebbe luogo a differenti  topografie, pur all’interno dei confini provinciali.  

Dove invece Modena e la modenesità diventano più pregnanti,  conferendo un timbro più definito alla pubblicazione, è nelle digressioni  letterarie affidate alle penne di Nunzia Manicardi, con  il godibile ritratto di “Giorgio Norlenghi, il paradosso vivente”,  Daniela Malvasi, che eterna la propria passione sportiva per il Modena  Calcio, Guido De Maria, con un ricordo di Sandro Bellei, di  Ugo Ugolini, che intreccia la storia del padre con quella del calcio  e dell’automobilismo modenesi.  Le testimonianze fotografiche provengono dalle collezioni di  Valentina Bertoni, Roberto Serio e Beppe Zagaglia, mentre di  proprio i due curatori Battaglia e D’Orazi hanno messo alcuni specifici  capitoli dedicati alle prime pizzerie modenesi, ai ciclomotori  dei più poveri, al gioco della pelosa, oltre al lavoro di raccolta di  parole, detti e proverbi e al pescare di tutto un po’, qui e là, nel più  coerente spirito, ci si passi il dialettismo, del “rusco e busco”. 

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