Il più atteso dei ribaltoni

Movimenti sotto traccia nella convinzione che il Pd non ce la faccia

Il più atteso dei ribaltoni

La Lega rialza il capo e stoppa i colloqui con Carpi Futura

Due settimane fa era  vera l’indiscrezione che dava  in corso contatti tra Carpi Futura  e Lega, nelle persone, rispettivamente,  di Paolo Battini  e Guglielmo Golinelli.  E fu legittimo costruirvi sopra  l’ipotesi di un cospicuo centropiù-  destra assai minaccioso  per il Pd che infatti ne ricavò  più di un motivo di inquietudine.  Da una settimana parrebbe  altrettanto fondata la notizia  che quei contatti si sono  arenati. E che la Lega, dopo  una iniziale acquiescenza all’idea  di affiancare la lista civica,  votandone il candidato sindaco,  abbia svoltato, decidendo  di fare da sé, convinta di averlo  trovato.  Per dire che in queste settimane  è tutto un lavorìo sotto  traccia, tutto un tentativo di  riposizionarsi, nella prospettiva  che questa sia la volta buona,  che lo storico ribaltone sia  una eventualità per la prima  volta concreta e palpabile. Ma  chi guiderà l’assalto a palazzo  Scacchetti? Chi e come condurrà  le danze intorno a un  Pd in evidenti difficoltà? Chi  saprà creare le condizioni,  già al primo turno, per dar  vita alle alleanze necessarie  ad affrontare un ballottaggio  ritenuto da molti più che probabile?  Come si sta delineando  il quadro delle opposizioni  all’attuale maggioranza, mai  così convinte di potercela fare,  ma altrettanto convinte che da  sola nessuna ci riuscirà?  ***  I riflettori inquadrano in  primo luogo la Lega. Era da  immaginare che l’iniziale  atteggiamento di prudenza  verso una realtà come Carpi  che Guglielmo Golinelli, il  commissario mirandolese  designato dal Carroccio  conosce abbastanza poco,  cedesse il passo a una maggior  sicurezza mano a mano che  questa conoscenza progrediva.  L’andamento trionfale dei  sondaggi, del resto, incoraggia  il protagonismo del Carroccio  che sferza i potenziali alleati  di centro destra, invitandoli,  come ha fatto il commissario  provinciale Stefano Bargi,  a mettere da parte le “spartizioni  a tavolino” e le “strategie  per perdere”, puntando decisamente  a una vittoria che viene  avvertita a portata di mano.  L’incontro in programma per  domenica prossima a Modena  potrebbe sancire quello che i  quotidiani hanno definito “il  pieno nel centro destra” da  parte del Carroccio, con suoi  candidati sindaci in tutta la  provincia, oltre che a Modena  dove da tempo è stato promosso  al ruolo di anti Muzzarelli  il commercialista Stefano  Prampolini.  

Anche a Carpi, dunque,  dismessi i panni della complementarietà  e della subordinazione  ad altri, c’è da aspettarsi  che la Lega voglia essere protagonista, trattando poi le eventuali  alleanze – a destra con  Forza Italia e Fratelli d’Italia  e al centro con Carpi Futura –  da posizioni di forza. Il punto  è: ce l’ha, la Lega, un candidato  sindaco? Il nome che circola  è quello di una donna, per la  prima volta in campo e vicina  all’ambiente del gruppo Sei  di Carpi se... E si tratterebbe  dell’esito di una esplorazione  compiuta dalla medesima  nell’ambito del centro destra  che avrebbe indotto la candidata  in pectore a considerare  più “scalabile” la Lega – data  l’assenza di una vera e propria  classe dirigente locale – di  altre formazioni politiche. La  decisione finale dipenderà tuttavia  dai vertici provinciale e  regionale del partito di Matteo  Salvini, dalla ripartizione fra  comuni dove si può sperare in  un successo elettorale, come  Modena e Mirandola, o dove  esso si profila più difficile,  come Carpi e Sassuolo, condizionando  alleanze e trattative.  Per ora il punto è che la Lega  di Carpi è convinta di avercelo,  un proprio candidato e di  poter far convergere su di esso  il centro destra unito e chissà,  in caso di ballottaggio, perfino  i 5 Stelle.  ***

Si è fatto cenno a un  gruppo social. Fummo facili  profeti, molto tempo fa, nel  prevedere che alcuni di essi si  sarebbero trasformati sotto  elezioni in un magma ribollente  di ambizioni e aspettative.  Il caso più evidente è quello  di Carpi Differente, presto  uscito dall’intento originario  di prospettare metodologie di  gestione dei rifiuti differente  da quelle di Aimag per dire la  propria su tutti i problemi di  governo della città. Un segnale  è venuto dalla fuoruscita  dal ruolo di amministratore  di Giulio Torelli, contrario  a caratterizzazioni politicoelettorali  del gruppo. La corda  in questa direzione l’ha invece  tirata l’altro amministratore,  Stefano Bisi, che le voci  davano attovagliato, qualche  sera fa, con Roberto Benatti,  Luca Lamma e Cristian  Rostovi. I percorsi di questi  ultimi, tutti uomini di centro  destra ai margini, se non  addirittura fuori dai partiti di  provenienza, lasciano intuire  il contenuto di quella conversazione:  vedere di superare,  almeno a Carpi, le lacerazioni  che si riscontrano a livello  provinciale in questa parte  dello schieramento politico,  per arrivare a ricompattarlo  e intavolare un dialogo costruttivo  con la Lega. Grande  assente, nella circostanza,  era Forza Italia che resta un  oggetto misterioso, sebbene  da Modena arrivino invece  segnali che prescindono dai  nomi che la rappresentano –  Massimo Barbi e Giorgio  Cavazzoli – per vedere di  realizzare l’agognato fronte di  un centro destra compatto e  competitivo, spinto dal turbo  leghista. Da queste parti, appena  affiora un nome che potrebbe  far da leva per l’operazione,  partono i missili di Roberto  Benatti, che non a caso usa di  questi tempi gli stessi toni e le  stesse espressioni imperiose  del commissario della Lega  Stefano Bargi, sulla necessità  di smettere le “strategie per  perdere” praticate finora dal  centro destra, quasi a mettersi  in luce quale possibile riferimento,  obbligando anche i più  dubbiosi a prenderne finalmente  atto. Ma non potrà che  essere la Lega il decisore finale,  almeno teoricamente. Si vedrà  nelle prossime settimane se  valuterà sufficiente, per vincere,  la candidata di cui si parla  o uno degli uomini del centro  destra locale con maggiore  esperienza e che dia sufficienti  garanzie di affidabilità per  il grande lavoro politico che  dovrà accollarsi.  ***  

 

Non parrebbe avere creato  contraccolpi particolari, all’interno  di Carpi Futura, lo stop  ai contatti con la Lega. Anzi,  qualcuno fra i civici ha tirato  un sospiro di sollievo: pur non  manifestandolo apertamente, i  passi verso destra di Paolo Battini  avevano prodotto qualche  imbarazzo. Su quel versante,  che si traduce soprattutto in  garanzie sui temi securitari  e dell’immigrazione, Carpi  Futura si ritiene garantita  dall’ex leghista Enrico Fieni.  E puntare così a presidiare il  centro moderato, attraverso  un’intensa campagna di adesioni  tendente ad accreditarla  sempre più come forza di governo  alternativa al Pd e prima  candidata ad affrontarlo al  ballottaggio. E’ più difficile,  senza in numeri portati dal  vento impetuoso che gonfia  le vele di Matteo Salvini. Ma  è anche più confacente al  moderatismo concreto di un  elettorato che non ama chi  grida troppo forte, chi esagera  nei toni, anche se magari gli  riconosce qualche ragione.  Tanto più che a dare manforte  a questo sentire collettivo  potrebbe essere la pattuglia  democristiana di Simone Morelli.  In attesa dell’esito delle  indagini e delle decisioni che  si appresterebbero a prendere  il Sindaco e i suoi più stretti  collaboratori, il discusso  assessore si sarebbe convinto  a marciare in proprio verso il  voto di maggio con una lista di  fedelissimi. Anche in accordo  con Carpi Futura, s’intende:  lasciando all’esito del primo  turno la conta dei voti necessari  a decidere se candidato  sindaco del centro moderato  sarà lui o il candidato dei civici  Michele Pescetelli.  In molti, dunque, attendono  di capire se a contendere il  Municipio all’attuale maggioranza  sarà più il rullo compressore  della Lega, da sola o  nel perimetro di alleanze del  centro destra, o il baluardo  del sentire profondo della città  rappresentato da Carpi Futura  e dalle sue propaggini centriste.  ***  L’altra ipotesi è che anche a  Carpi si saldino il colore giallo  (5Stelle) e quello verde Lega del  governo nazionale. Al momento  la cosa pare sideralmente  remota. Bastino le parole di  Monica Medici, rimasta a  quel “siamo pronti a collaborare  con chi vorrà dare una  mano” che non è proprio un  messaggio di apertura ad alleanze  alla pari. In un quadro  politico che parrebbe indurre  gli schieramenti a sommare  più che le forze, le rispettive  debolezze per tentare di dissimularle,  i 5 Stelle proseguono  nel loro cammino solitario,  riproponendo l’ostinato rituale  dei banchetti in piazza che  debbono aver confermato in  loro la sicurezza che la “diversità”  e l’autosufficienza alla  fine pagheranno. 

 

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