Commercianti del centro in campo contro l'estensione della Ztl

Commercianti del centro in campo contro l'estensione della Ztl

La manifestazione dei dettaglianti del centro con il simbolico foglio bianco delle proposte a loro avviso non concordate esibito con accompagnamento di applausi all'indirizzo di palazzo Scacchetti sembra aver riportato lo stato dei rapporti ai tempi in cui la categoria si trovava spesso ai ferri corti con la Giunta di turno. Il casus belli è la decisione di chiudere al traffico le vie San Francesco e Sbrilanci e i corsi Cabassi (nel tratto tra via XX settembre e piazza Martiri) e Roma, in via sperimentale, dal 17 luglio all'1 novembre e negli orari compresi tra le 19 e le 7 del mattino del venerdì e del sabato, mantenendo però le chiusure per le intere domeniche. Il Comune avrebbe preferito estendere la Ztl (e fin da prima del Covid) a tutto il centro storico e a partire dalle 18,30: limitarla alle vie citate, posticipare di mezz'ora e ammettere il carattere sperimentale della decisione, con verifica delle ricadute, sarebbe dunque il frutto di una mediazione con le associazioni di categoria dal quale però queste si sono affrettate a prendere le distanze un minuto dopo.

Non c'è stato incontro tra i dettaglianti, fra i quali serpeggia precisa la critica al Comune di voler privilegiare con questa decisione i bar e i ristoranti a scapito del commercio tradizionale del centro, e i vertici dell'Amministrazione, in particolare l'assessore Stefania Gasparini e il sindaco Alberto Bellelli. Che hanno preferito rispondere nel corso di una conferenza stampa convocata in fretta e furia giusto al termine della manifestazione e alla quale avrebbero voluto prender parte anche gli esponenti della Lega per Salvini premier, Giulio Bonzanini e Federica Boccaletti, lasciati però fuori dalla sala con ferma cortesia dall'addetto stampa del Comune.

Qual è stato il ragionamento di Bellelli? Si era partiti da un'idea di estensione della Ztl a tutto il centro, alla quale però l'emergenza Covid ha posto un freno, rappresentato dalla necessità di far lavorare le persone, a partire da bar e ristoranti, i più direttamente colpiti dal lockdown per la questione del distanziamento, ma senza escludere che progetti e idee venissero anche dalla rete del commercio. Da qui la scelta, sempre concordata con le associazioni, di attuare una sperimentazione più ridotta, lasciando sullo sfondo quanto già previsto dal piano investimenti del Comune per la trasformazione strutturale di corso Roma, ma mettendo sul piatto della bilancia interventi concreti, per l'importo di un milione di euro, costituito per 700 mila euro da forme di defiscalizzazione e per 300 mila dal contributo a fondo perduto a progetti diretti alla sicurezza e all'abbellimento di tutte le forme di attività del centro storico. “Il foglio bianco non dev'essere una scusa per non far niente”, ha ribadito Bellelli, spiegando che non di deve parlare tanto di Ztl ma di risorse per una modernizzazione del centro (come testimonia la sessantina di attività che hanno presentato progetti) alla quale sono chiamati tutti: commercianti e pubblici esercizi, che è assurdo si possa pensare che entrino in conflitto fra loro, ma anche i residenti che vorrebbero ancora più ampia la zona a traffico limitato.    

 


 

Ad acuire le polemiche di questi giorni è intervenuta anche la decisione di un bar della piazza di collocare un proprio déhors con ombrelloni davanti a due attività commerciali confinanti e invadendone lo spazio prospiciente, ottenendo grazie alla deroga legata al Covid quello che non era mai riuscito all'assessore Morelli. E' stato spiegato alle attività che si sono sentite invase dall'iniziativa del locale, autorizzata dal Comune, che non occorrono nulla osta, in base al Codice civile, da parte dei confinanti, purché si rispettino determinate distanze. Ma il Regolamento comunale le prescriveva quando l'ingombro dei déhors, come in questo caso, supera gli 80 centimetri di altezza. La deroga ha spazzato via questa condizione, legittimando la struttura che avrebbe potuto essere impedita solo da analoga iniziativa che fosse stata presa dagli esercizi commerciali confinanti, relativamente allo spazio loro prospiciente, ma che resta pur sempre spazio pubblico.

 

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