Nuovo ospedale: c'è il progetto tecnico economico. Solidarietà mondiale per la piccola Vicky

C'è, sui social, chi continua a parlare di campagna elettorale. E chi insiste a chiedere che ne sarà del vecchio ospedale. Rigurgiti di scetticismo. Intanto, la prima tappa del cronoprogramma per arrivare al nuovo Ramazzini, fissata per la fine di marzo, è stata raggiunta ed è la notizia con la quale apre oggi la pagina carpigiana del Carlino. E' stato messo a punto il progetto di fattibilità tecnico economica del futuro ospedale di Carpi, quello che una volta si chiamava progetto preliminare, che consentirà al Comune di individuarne la precisa localizzazione all'interno del vasto quadrante compreso tra la via Guastalla, la Romana Nord e la zona autotrasportatori a Fossoli. Ora, spiega al quotidiano l'assessore Riccardo Righi, il Comune si prenderà i 90 giorni previsti per scegliere l'area (nella foto, due possibili localizzazioni) alla luce degli esisti della consultazione di tecnici e delle associazioni degli agricoltori, nonché delle valutazioni sui collegamenti con la viabilità, per procedere poi alla variante che la trasformerà da agricola ad area per attrezzature collettive.

 

 

L'apertura della Gazzetta è riservata invece al caso della piccola Vicky, la bambina di sette anni figlia di una milanese e di un carpigiano, affetta da una rarissima malattia alla retina che rischia nel giro di pochi anni di farle perdere la vista. La notizia è che c'è stato uno scambio di auguri pasquali tra la famiglia, che vive a Londra, e le socie del Lions Club Alberto Pio di Carpi, da tempo impegnate nella campagna internazionale di raccolta fondi per fornire alla bambina le cure necessarie. Il progetto ha vissuto un momento importante, a fine marzo, con Eyes on the Future Virtual Gala organizzato insieme alla Fondazione Mediolanum e alla onlus Retina Italia, che ha visto la partecipazione di decine di personaggi famosi che hanno messo in palio oggetti legati ai rispettivi successi.

 

 

Sul fronte della pandemia, le pagine provinciali di Gazzetta e Carlino riprendono l'appello del direttore sanitario dell'Azienda ospedaliero universitaria, Claudio Vagnini, per una Pasqua sobria e un aprile blindato, allo scopo di ricominciare a maggio una vita normale che, sempre a suo dire, non ci esenterà dall'indossare mascherine fino al prossimo anno. E' un appello preoccupato, che si spiega con un numero ancora alto di contagi – 303 a Modena la peggiore di tutta la regione –, e di ricoveri giornalieri per Covid, in versione “variante inglese” e “variante brasiliana”, tra Policlinico e Baggiovara, anche se si registra un lieve calo, da 25 a 21. Al solito, mentre la macchina vaccinale a Modena è bene oliata, commenta sempre Vagnini, sono i ritardi nella consegna delle dosi a rendere pessimisti sul traguardo fissato dal Governo delle 500 mila vaccinazioni giornaliere a livello nazionale.