L'Europa boccia la proroga ad Autobrennero spa: Cispadana e Bretella tornano in alto mare

L'Europa boccia la proroga ad Autobrennero spa: Cispadana e Bretella tornano in alto mare

Una lettera della Direzione generale del mercato della Commissione europea, recapitata nei giorni scorsi al Ministero dei Trasporti, boccia definitivamente la richiesta di una proroga decennale della concessione ad Autobrennero spa dell'autostrada A22. Il motivo è sempre lo stesso: automatismi siffatti non vengono ammessi dall'Europa che impone la gara per le concessioni, fatta eccezione per gli enti di proprietà pubblica. E Autobrennero spa non lo è. La decisione viene incontro al disegno, sostenuto dalla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, e dal presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, da sempre favorevoli a dar vita a una società pubblica in house. Ma scontente gli altri soci pubblici di Autobrennero spa (Provincia di Trento, Comune e Provincia di Verona, Mantova, Reggio Emilia e Modena), perché la proroga decennale avrebbe consentito subito l'avvio del piano di investimenti da 4 miliardi di Autobrennero spa, comprensivo della Cispadana e della Bretella Campogalliano Sassuolo (e c'erano state pressioni da parte della componente sud dei soci, con in testa il Presidente della Provincia di Trento, affinchè la Ministra, compagna di partito di Paolo Gentiloni, commissario Ue, ottenesse tramite lui un diverso atteggiamento della Commissione). Gli investimenti così si bloccano e gli esponenti leghisti modenesi Stefano Bargi e Guglielmo Golinelli hanno colto la palla al balzo per mettere subito sotto accusa “l'Europa matrigna” e il Pd che guarda perennemente “...a Bruxelles come alla terra promessa”.

Al Governo si prospetta ora la necessità di inserire nella prossima legge di bilancio una norma che consenta di liquidare i soci privati di Autobrennero spa, detentori del 14 per cento, aprendo così la strada alla nuova società in house, la Brenner Corridor, fondata nel 2018 e che, con gli stessi soci, questa volta solo pubblici, avrebbe la possibilità di ottenere una concessione trentennale, senza passare per gare, mentre Autobrennero resterebbe solo come società operativa. A questo percorso si frappongono però due ostacoli. Il primo: l'ammontare della liquidazione è molto più alto del tetto fissato dalla Corte dei Conti e i soci privati (Serenissima Partecipazioni, Infrastrutture Cis, Banco Popolare Società Cooperativa, Società italiana per Condotte d'acqua) sono pronti ad avviare un contenzioso, bloccando sul nascere la nuova società concessionaria e i relativi investimenti. Il secondo: gli extra profitti realizzati da Autobrennero spa nel periodo di proroga della concessione dal 2014 a oggi (circa 400 milioni) e il fondo di 800 milioni per la ferrovia potrebbero finire nelle casse del Governo ed essere inutilizzabili per la liquidazione. L'unica nota di ottimismo, in questa intricata situazione, viene dal presidente Kompatscher che si dice convinto che la concessione trentennale consentirà alla società di rimuovere almeno questo secondo ostacolo.

A parte c'è poi il capitolo Autostrada regionale Cispadana (Arc) di cui Autobrennero spa detiene il 51 per cento e presieduta da Graziano Pattuzzi per la quale il “Coordinamento cispadano NO autostrada SI' strada a scorrimento veloce” denuncia l'insostenibilità economica a  parere del suo portavoce, Silvano Tagliavini, evidenziata da due due fattori: il primo, è la valutazione ambientale che ha indotto il Ministero a chiedere una quanità di variazioni al progetto, che lo stanno rendendo molto più costoso; il secondo, è la stima dei pedaggi che, in un raffronto tra il 2006 e oggi, rivelerebbe una loro netta rifuzione, calcolabile addirittura nell'ordine del 50 per cento. La conseguenza immediata sarebbe un netto aumento dell'impegno finanziario della Regione Emilia Romagna – cento milioni deliberati  un anno fa – che sono andati ad aggiungersi ai 179 già stanziati.

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