La Arbos al Tribunale: non dichiari il fallimento, cerchi un acquirente, noi non chiediamo nulla.

Il senso del comunicato e una precisazione dell'azienda: Cerchiamo di evitare il fallimento per andare verso una cessione, separata o complessiva

La Arbos al Tribunale: non dichiari il fallimento, cerchi un acquirente, noi non chiediamo nulla.

Che cosa ha inteso dire, la Arbos Lovol, con il proprio comunicato sul destino della Goldoni? E in che cosa consiste il piano concordatario presentato oggi al Tribunale di Modena? Di fatto, due cose soprattutto. La prima: la proprietà è pronta a cedere anche separatamente macchine, organizzazione e marchio Goldoni, ma accorda decisamente la propria preferenza alla possibilità di un'operazione invece di cessione complessiva (“compendio aziendale omogeneo”) che permetta di sfruttare e valorizzare al meglio gli asset aziendali, difficilmente ricompattabili in caso di fallimento. Tanto più che la Arbos, nell'ipotesi di mancata prosecuzione in continuità, considera tutt'altro che agevole la concessione del marchio acquistato nel 2018. La seconda: se il Tribunale accettasse la proposta della cessione globale, che costituisce la sola idonea a consentire, sotto la sua egida, la ricerca di un acquirente in continuità produttiva, la Arbos non chiederebbe alcun corrispettivo, togliendosi di mezzo.

 

Per questo il comunicato parla di un piano “che si propone di unire le esigenze di continuità aziendale e quelle del disimpegno dell'Azionista” (cioè la stessa Arbos). La parola spetta ora al Tribunale che, in alternativa alla proclamazione del fallimento, dovrebbe porre sotto la propria egida, la ricerca degli acquirenti del “compendio aziendale omogeneo” (cioè della Goldoni, tutto incluso): un'impresa che alla stessa Arbos non è riuscita, come spiega nella prima parte del suo comunicato.  E' la ragione per la quale Angelo dalle Ave, della Fiom Cgil, interpellato al riguardo, preferisce non fare dichiarazioni, in attesa delle decisioni del Tribunale, che, si presume, non arriveranno prima dell'incontro del 18 settembre al Mise.

Dopo la nostra interpretazione del comunicato, l'azienda ha tenuto a precisare quanto segue: «Con la presentazione di questo piano Arbos cerca di evitare il fallimento per andare verso una cessione (separata o complessiva), ma mantiene ferma l’esigenza del disimpegno dell’Azionista. Non è però il Tribunale che deve cercare un acquirente ma, nel caso, è l’azienda in stretto coordinamento e sotto la sorveglianza degli organi della procedura. Quindi il senso del titolo dovrebbe essere “Cerchiamo di evitare il fallimento per andare verso una cessione, separata o complessiva”. Infine, sarebbe di difficile realizzazione la cessione di un compendio aziendale senza la presenza del marchio tra gli attivi, in quanto è un elemento essenziale per la costituzione di un ramo di azienda organico e in grado di consentire la continuità dell’azienda sul mercato».

 

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