Carpi verso la Cop 25: in campo per aria e clima

I progetti del gruppo di giovani saranno presentati il 14 aprile alle 16,30 alla Casa del Volontariato

Carpi verso la Cop 25: in campo per aria e clima

A parlare di mutamenti  climatici, aumento delle emissioni  inquinanti, innalzamento  della temperatura e sopravvivenza  a rischio per le persone,  le specie e gli ecosistemi, la  domanda che si sente ripetere  più spesso è: ma io che cosa ci  posso fare? È in questa zona di  scoraggiamento e scetticismo,  collocata tra la dimensione globale  e i comportamenti individuali,  tradotta spesso in scetticismo  impotente, che una decina  di ragazzi di Carpi, provenienti  dalle esperienze e professionalità  più diverse hanno deciso  invece di mettere alla prova  la loro voglia, appunto, di “fare  invece qualche cosa”.  

Nel pomeriggio di domenica  14 aprile (ore 16.30),  alla Casa del Volontariato,  si faranno conoscere in un  incontro aperto a tutta la  cittadinanza, presentando i risultati  delle loro ricerche sullo  stato di attuazione del Piano  d’azione per l’energia sostenibile  (Paes) adottato nel 2011  dal Comune di Carpi all’atto  di aderire al Patto dei Sindaci.  E discuteranno con chi ci sarà  le loro idee e proposte per le  azioni più urgenti da attuare a  livello cittadino in materia di  fonti rinnovabili ed efficientamento  energetico, educazione  alla sostenibilità, urbanistica,  trasporti e aree verdi.  Si chiamano Lisa Migatti,  Marco Truzzi, Andrea  Bellelli, Serena Artioli,  Beatrice Manfredi, Francesco  Grazian, Benedetta  Tamelli, Alessandro Cattini,  Maria Giulia Medici,  Giulio Allesina. Hanno tutti  fra i venti e i trent’anni e sono  chi Ingegnere, chi laureato in  Lettere o in Filosofia, qualcuno  lavora, altri ancora no, ma  tutti sono impegnati in un  gruppo che ha scelto di chiamarsi  “Carpi verso la Cop 25”.  Il nome segnala la loro  dimestichezza con i problemi,  i piani, le agende e le proposte  di soluzione avanzate a livello  globale in materia di clima: «Cop sta per Conferenza  delle parti sul clima – spiegano  infatti le portavoce del  gruppo, Maria Giulia Medici,  ingegnere ambientale, e Lisa  Migatti, laureata in Lettere  moderne –. E 25 è il numero  della prossima, che si terrà  quest’anno in Cile, dopo la  24 del 2018 a Katowice, in  Polonia. Le Cop – proseguono  – valutano le azioni intraprese  dai 198 paesi membri per  ridurre le emissioni dei gas  serra e accelerare l’azione sul  clima, sulla base delle regole  dell’Accordo di Parigi del 2015,  primo patto universale per  promuovere un’azione globale  che impedisca che la temperatura  aumenti più di 1,5 gradi  centigradi entro il 2020. Ma gli  esperti – continuano – hanno  già predisposto un’Agenda  2030 che, prendendo atto che  l’obiettivo 2020 è ancora lontano,  indica la strada da percorrere  da qui al 2030 per ridurre  del 45 per cento le emissioni  su scala planetaria».  È su una sensibilità condivisa  per questi temi, che non  ha atteso i Fridays for Future  per impegnarli, che sul finire  del 2018 questi ragazzi hanno  incrociato le rispettive strade,  provenendo chi dal Mppu,  il Movimento politico per  l’Unità che fa riferimento ai  Focolari; e chi dall’esperienza  di Climathon, altro movimento  globale che riunisce  giovani imprenditori, studenti  e professionisti intenzionati  a trovare soluzioni locali per  affrontare nelle rispettive  città la sfida dei cambiamenti  climatici.  Soluzioni locali, appunto:  per dire alla portata, praticabili  e verificabili.  Si capisce dunque che cosa  intendano Lisa e Maria Giulia  quando dicono «...vorremmo  fare qualche cosa di concreto  per Carpi, perché pensiamo  sia utile uscire dagli schemi  mentali e interrogarsi sulla  nostra città nel futuro che  sarà completamente diversa  dall’attuale. Abbiamo compiuto  un’analisi della realtà di  Carpi e ora si vorrebbe estendere  ai cittadini, a partire dai  giovani, una maggiore consapevolezza  ». Finora l’opera  di sensibilizzazione per fare  diventare i cittadini di Carpi  attori del cambiamento  in materia di conoscenze e  comportamenti per ridurre i  quantitativi di CO2, l’hanno  fatta affidandosi soprattutto  ai social, dove il gruppo è attivo  dai primi di quest’anno.  

All’incontro del 14 aprile,  invece, il loro attivismo nel  locale si tradurrà nel portare  all’attenzione di tutti dati  precisi che non mancheranno  di far riflettere. Se non  si interverrà davvero con le  misure opportune, per esempio,  le emissioni di biossido  di carbonio nel cielo di Carpi  sono destinate a passare dalle  282 mila tonnellate del 1998  alle 350 mila del 2020, quando  invece gli obiettivi del Piano  d’azione per le energie sostenibili  a quella data prevederebbero  un “taglio” di almeno 70  mila tonnellate, facendo leva  su trasporti, fonti rinnovabili  di energia, pianificazione  urbanistica, acquisti verdi,  cogenerazione, informazione,  illuminazione. Diverse cose  sono state fatte: l’illuminazione  pubblica ai led, per  esempio. Ma la strada per gli  obiettivi dell’Agenda 2030 è  ancora lunga.  Lunghissima, verrebbe  da dire, pensando solo alle  polemiche che hanno accompagnato  l’attuazione del Piano  urbano per la mobilità sostenibile  e il Piano aria integrato  che lo accompagna.  f 

604 visualizzazioni