Carpi sui giornali: reperti restituiti dalla terra. Treni soppressi. La prima messa di Castellucci

Carpi sui giornali: reperti restituiti dalla terra. Treni soppressi. La prima messa di Castellucci

Fa più notizia il sequestro di reperti archeologici risalenti in qualche caso a duemila anni fa, trovati nel giardino di un'abitazione privata dai proprietari che l'avevano ereditata o la soppressione di una decina di corse sulla Modena Carpi nella mattinata di ieri? La Gazzetta non ha avuto dubbi: i treni soppressi sono diventati la norma, l'eccezione è quando sul quella tratta ferroviaria tutto funziona bene. Spazio dunque in apertura al sequestro dei reperti e disagi ferroviari relegati in un trafiletto di spalla. Dei reperti si sa ormai quasi tutto. Sono stati gli stessi proprietari che hanno ereditato l'abitazione con annessa, vasta area verde a richiamare l'attenzione dei Carabinieri su quelle decine di anfore, capitelli e pezzi vari, fra cui un'acquasantiera, risalenti a epoca romana e all'alto medioevo e dei quali non potevano conoscere la provenienza. Ora i pezzi sono nella caserma di via Sigonio, in attesa dell'esame della Soprintendenza.

 

 

Il Carlino ha fatto la scelta al contrario, aprendo con la protesta dei pendolari, rimasti appiedati e che hanno dovuto servirsi dei bus alternativi per i disagi prodotti dall'ennesimo guasto a un treno della gestione Trenitalia. Che si scusa, ribadendo che presto arriveranno anche sulla Modena Mantova i moderni treni Pop promessi da tempo. Ma era un convoglio abbastanza nuovo anche quello che si è guastato, fa sapere sempre Trenitalia: il che fa pensare che l'imponderabile è sempre in agguato, almeno sui binari della Modena Carpi.

 

 

Di taglio basso il Carlino dà spazio alle parole del marito di Barbara Alvisi, morta dopo essere stata investita in via Nuova Ponente, che ricorda come siano stati completati gli espianti degli organi, secondo una volontà sempre espressa dalla moglie.

 

Sempre di taglio basso, ma sulla Gazzetta, c'è l'intervista all'amministratore apostolico della Diocesi di Carpi, l'arcivescovo di Modena Erio Castellucci, all'indomani della prima messa celebrata in Cattedrale. Un evento molto partecipato, rileva lo stesso monsignor Castellucci, contrariamente alle sue previsioni, trattandosi di una normale messa in giorno feriale: il che, dice, gli ha trasmesso il senso di una forte familiarità e della voglia dei fedeli di guardare avanti.

431 visualizzazioni