Carpi sui giornali. Un molto presunto dossier al veleno contro Bellelli si ritorce contro Morelli? La protesta di via Morbidina.

Carpi sui giornali. Un molto presunto dossier al veleno contro Bellelli si ritorce contro Morelli? La protesta di via Morbidina.

Un dossier contenuto in un plico "arrivato misteriosamente ai giornali locali nelle scorse settimane” (non a noi, che siamo poca cosa, ma nemmeno alla Gazzetta, evidentemente, che non ne parla) apre oggi una delle pagine provinciali del Carlino dedicata al "caso Carpi”. 

Il servizio, basato molto sui condizionali e sulle ipotesi, riferisce in sostanza che fra i filoni di indagine relativi alle gare di appalto del Settore A7 guidato da Simone Morelli – corruzione, turbativa d'asta, concussione, voto di scambio – gli inquirenti ne avrebbero individuato un altro: tentata diffamazione nei confronti del sindaco Bellelli. E l'artefice sarebbe proprio Simone Morelli che, in collaborazione con alcuni non meglio identificati esponenti leghisti provinciali ai quali il Vicesindaco si sarebbe avvicinato di recente nell'ipotesi di dar vita a una lista civica con la Lega per candidarsi a sindaco, avrebbe dato corso a un piano per screditare Alberto Bellelli. In che modo? Il Carlino parla di informazioni sull'acquisto di un appartamento da parte della famiglia del Sindaco, avvenuto alcuni anni fa, con riferimenti "...a delibere di Giunta, nomi e cognomi di rappresentanti di società, coordinate di pratiche urbanistiche”, dei quali i Carabinieri avrebbero subito appurato la totale infondatezza e che avrebbero avuto come unico obiettivo quello di screditare il Primo cittadino. A questo punto, dunque, il piano si sarebbe ritorto contro il suo ideatore, al punto che nella locandina il Carlino scrive di un "Morelli nei guai”, mentre non sarebbero indagati finora gli esponenti della Lega provinciale e un misterioso "consigliere regionale di opposizione”.

Più che un “Watergate in salsa carpigiana”, come lo definisce il quotidiano, si direbbe una gigantesca cortina di fumo. Si vedrà nei prossimi giorni quanto fondata.

 

Di sicuro, per ora, sullo sviluppo delle indagini c'è solo l'interrogatorio di Diego Tartari avvenuto ieri alla caserma dei Carabinieri di via Sigonio, presenti l'avvocato difensore del dirigente e il Pm Claudia Natalini. E' il tema con cui la Gazzetta apre oggi la prima delle due pagine dedicate a Carpi. L'interrogatorio è durato alcune ore, non è escluso che abbia un seguito e ha riguardato in particolare, per l'ipotesi di reato di turbativa d'asta, le due gare che hanno assegnato la festa di Capodanno e la Notte bianca di settembre. Per il reato ipotizzato di truffa si indaga sui rimborsi fatti ottenere dal dirigente ad alcune ditte per misure di sicurezza delle quali si era fatto carico in realtà il Comune, mentre il presunto voto di scambio sarebbe legato allo spettacolo delle fontane danzanti, con costi, secondo gli inquirenti, assunti dall'assessorato di Morelli per assicurarsi l'appoggio politico del Vescovo.

 

La seconda pagina della Gazzetta apre con un'intervista all'autista di Seta denunciato per violenza privata per l'episodio avvenuto il 25 maggio all'autostazione di Carpi, durante il quale avrebbe impedito a un ragazzo di Novi di salire sul mezzo nonostante fosse provvisto di biglietto, facendolo arrivare a casa con due ore di ritardo. La ricostruzione del fatto da parte dell'autista è diametralmente opposta e lascia intravedere un autentico assalto alle portiere del bus da parte dei ragazzi che l'uomo avrebbe cercato di disciplinare, prendendosi insulti dallo stesso giovane che lo ha poi denunciato.

 

 

In apertura della pagina carpigiana il Carlino colloca la protesta dei residenti di via Morbidina avversi alla decisione del Comune di lanciare un bando per la cessione di due lotti del comparto compreso tra le vie Morbidina e Burra Levata, da destinare a edilizia convenzionata. A che cosa si riferisce la protesta? Al fatto che proprietari che avevano deciso di investire in un'area residenziale considerata di particolare prestigio e servita da quello che nei cartelli era definito "parco pubblico”,  rischierebbero ora di trovarsi in un contesto completamente diverso, con un'area verde amputata di una parte e con un intervento edilizio "non consono con il decoro ivi realizzato” sia per la qualità costruttiva che per il rispetto di misure, altezze, volumi e distanze. Oltre al deprezzamento che ne consegue per i propri investimenti, i firmatari protestano per una vendita di lotti sotto costo che si rivela concorrenziale per chi deve ancora vendere quelli a suo tempo acquistati.    

1794 visualizzazioni