Carpi sui giornali. Rilievo diverso per il rinvio a giudizio per tentata diffamazione. Un incontro sul cyberbullismo

Carpi sui giornali. Rilievo diverso per il rinvio a giudizio per tentata diffamazione. Un incontro sul cyberbullismo

Che cosa induce due giornali, di fronte alla stessa notizia – il rinvio a giudizio di Simone Morelli, Stefano Soranna e Monica Medici per il presunto reato di tentata calunnia ai danni del sindaco Alberto Bellelli – a darla uno a sei colonne con titolone e foto e l'altro a relegarla in un colonnino di spalla? I giornali in questione sono la Gazzetta, quella della notizia “urlata”, e il Carlino, con la notizia ”sopita”. La risposta va cercata nell'uso dei verbi ed è una sola: la prudenza. Nell'articoletto del Carlino prevale nettamente l'uso del condizionale: “sarebbe stato”, “avrebbe”, eccetera. Quello della Gazzetta è scandito invece da tempi precisi, tutti al presente indicativo: “il Vicesindaco tenta”, “torna in scena Soranna”, e così via. Significa forse che la Gazzetta è più convinta della fondatezza della causa rispetto al Carlino? Eppure fu proprio il Carlino a dare per primo la notizia del cosiddetto “dossier”: virgolettato, perché Soranna non vuole che sia definito così, essendo a suo parere solo un comunicato stampa da lui trasmesso a un consigliere regionale per farne una interrogazione all'assemblea di Bologna. O bisogna supporre che il Carlino, letto attentamente il decreto di rinvio a giudizio del Sostituto procuratore della Repubblica, ne abbia rilevato alcune incongruenze come l'attribuzione a “una impresa locale” del cambio di destinazione d'uso nel comparto F3 su via dell'Industria?

 

Come che sia, il Carlino preferisce aprire con tutt'altra notizia, vale a dire l'incontro con gli studenti della media Hack dell'ispettore della Polizia postale Marco Ferrari e della dirigente del Commissariato di Carpi, Paola Convertino, sui rischi connessi al cyberbullismo e in generale all'uso scorretto degli smartphone. Tanto più, osserva il giornale, che su 130 studenti presenti, uno solo ha ammesso di non possedere un cellulare.

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