Nutrie inutili e dannose: ora è caccia senza pietà

Ambiente - Definite infestanti e da prelievo venatorio dalla Provincia

Nutrie inutili e dannose: ora è caccia senza pietà

CARPI - In provincia di Modena, quest'anno, spenderemo 84 mila euro per sterminare qualche migliaio di nutrie, gli antipatici roditori che, loro malgrado, hanno infestato la nostra pianura mettendo a rischio, secondo alcuni, la stabilità degli argini di fiumi e canali e provocando danni alla flora ed alla fauna di casa nostra nonché alle coltivazioni dei nostri agricoltori. 

Per i Comuni  dell'Unione Terre d'Argine, il conto complessivo sarà di 10 mila e 400 euro in tutto; 3 mila e 900 a carico del Comune di Carpi, 2 mila e 600 per quello di Novi, quasi duemila euro ciascuno per Campogalliano e Soliera. E' quanto reclama la Provincia di Modena per dare corpo alla convenzione che farà scendere in capo anche quest'anno Polizia Provinciale e cacciatori per braccare le nutrie che infestano la pianura. Una operazione a largo raggio la quale, prima ancora che sul campo, si combatte a suon di atti amministrativi nei Consigli Comunali dei paesi in prima linea in questa guerra non dichiarata e tutto sommato piuttosto anomala contro i roditori d'importazione, le nutrie appunto, accusate di ogni nefandezza. Dal 2014 le nutrie, arrivate qui dall'America dagli allevatori nostrani per ricavarne la pelliccia e poi sfuggite ad ogni controllo, non sono più considerate "fauna selvatica" e quindi protetta dalla legge (come per esempio i cinghiali), ma più semplicemente sono state equiparate ai topi ed ai ratti di fogna. Possono dunque essere braccate ed abbattute in ogni modo (volendo anche a colpi di scopa o di bastone) come animali infestanti, avendo solo cura di non provocare danni collaterali. Una decisione, questa, che ha provocato qualche protesta nel mondo degli ambientalisti, ma non più di tanto visto che effettivamente le nutrie non sono originarie del nostro ambiente naturale e, anzi, sono antagoniste della fauna autoctona. Se però si pone attenzione ai dati di questa operazione burocraticamente definita di "eradicamento" della nutria attraverso un asettico "prelievo venatorio", ci si rende conto che in realtà si tratta di una vera e propria ecatombe di animali. I contributi richiesti infatti ai Comuni sono proporzionali da un lato alla popolazione residente nei Comuni stessi e, dall'altra, alla media quadriennale delle nutrie catturate ed abbattute ufficialmente nei rispettivi territori negli anni precedenti: 1359 a Carpi, 355 a Novi, 95 a Soliera e 65 a Campogalliano, diverse migliaia di individui complessivamente in tutta la bassa modenese dove maggiore è stata riscontata la presenza di questo roditore che è più parente del castoro che non del topo di fogna. I Consigli Comunali di Soliera e Campogalliano hanno già approvato la convenzione per la campagna triennale di abbattimenti 2018-2020, quelli di Carpi e di Novi seguiranno a ruota. 

f.s. 

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