Cerca altri pubblici il Teatro secondo Morelli

Si infittiscono le voci sul futuro Direttore artistico voluto dall'Assessore

Cerca altri pubblici il Teatro secondo Morelli

Sussurri e grida si rincorrono in questi giorni intorno alla gestione futura del Teatro comunale di Carpi. A scatenarli sono stati da una parte il riassetto del settore Cultura deciso dall’assessore Simone Morelli e nel quale è prevista, fra altre novità, l’istituzione del posto di Direttore artistico del Teatro. E dall’altra lo spostamento ad altre mansioni, sempre nell’ambito del settore Cultura, di Marco Rovatti, per dieci anni coordinatore degli Istituti culturali, con supervisione sulla direzione artistica del Comunale, funzione di fatto esercitata dagli uffici. L’Assessore ha spiegato la scelta dichiarando alla Gazzetta: “Io sogno un Teatro dal respiro cosmopolita, con visione e spettacoli in grado di suscitare grande attrattiva”. L’annunciato budget di 30 mila euro da destinare al futuro incaricato, tuttavia, più che ad aperture cosmopolite induce a ritenere che la nuova figura verrà cercata necessariamente in loco, fra Carpi e dintorni. 

Circola per esempio il nome di Paolo Di Nita, regista, attore nonché presidente dell’associazione Quelli del 29 che gestisce attualmente i teatri sociali di Rio Saliceto e di Bagnolo in Piano e che è fra gli organizzatori di Carpi Summer Fest. Ma nomi che ricorrono con insistenza nell’ambiente sono anche quelli di Maddalena Caliumi e Andrea Rostovi, dell’associazione culturale AppenAppena alla quale l’Assessore si affida per l’organizzazione di Concentrico, rassegna di teatro all’aperto. Un terzo, possibile candidato sarebbe Stefano Cenci, anche lui attore e regista che a Soliera gestisce per conto della Fondazione Campori le rassegne Arti Vive Festival, d’estate, e Arti Vive Habitat, cartellone del cinema teatro Italia. Dietro le specifiche caratteristiche di ciascuno di loro spunta il tratto comune di un teatro che poco avrebbe da condividere con le aspettative del pubblico attuale del Comunale di Carpi, non proprio giovanissimo nella media, molto affezionato al teatro d’attore e d’autore, disponibile tutt’al più a tollerare la sperimentazione e l’esplorazione di nuove forme teatrali in rassegne a parte, come Non solo teatro. Ma che rappresenta pur sempre il nucleo forte degli abbonati e degli spettatori serali del Comunale, alle cui fortune ha concorso nell’ultima stagione con una media di 513 presenze per le 21 recite di prosa, pari a poco meno del 50 per cento delle 25 mila presenze totalizzate dalle varie rassegne, incluse quelle di musica e danza, mentre con i laboratori, il teatro dei ragazzi, gli incontri al Ridotto si arriva a superare le 54 mila. Ma le voci che circolano con insistenza in questi giorni non finiscono qui. C’è per esempio chi intravede nella scelta di un direttore artistico esterno il primo passo di una possibile esternalizzazione della gestione del Teatro, che potrebbe essere totale, con l’obiettivo di dar vita a un’azienda del tutto autonoma dall’Amministrazione comunale e magari inserita strutturalmente nel circuito regionale Emilia Romagna Teatro. O parziale, con lo scorporo di funzioni specifiche da affidare all’esterno. Ogni ipotesi, in questo caso, è prematura: resta solo da attendere.

927 visualizzazioni