Oggi sui giornali. Gloria Trevisani e il valore delle persone. Il furto all'ospedale. Una coppia di falsari

Oggi sui giornali. Gloria Trevisani e il valore delle persone. Il furto all'ospedale. Una coppia di falsari

Mettere al centro del lavoro le persone. Quella che potrebbe sembrare una espressione ormai consunta dall’uso, Gloria Trevisani, titolare del laboratorio di progettazione e modellistica Crea Si, l’ha messa in pratica per le proprie sedici dipendenti. 

E’ la notizia di apertura della Gazzetta di oggi che riferisce come l’imprenditrice abbia fatto dono alle addette del suo laboratorio di una visita senologica e di una ecografia mammaria presso il poliambulatorio di Rovereto, località in cui l’azienda aveva sede, prima che lo stabile diventasse inagibile per il terremoto, rendendo necessario il trasloco a Carpi. Non è nuova, Gloria Trevisani, come ricorda il giornale, a iniziative sul fronte delle relazioni con il personale, avendo ricevuto riconoscimenti anche per l’introduzione dell’orario flessibile, del telelavoro e del part-time.

 

Si resta in materia di sanità, ma con un brutta notizia di nera, con la vicenda della sottrazione di sette sonde ecografiche, sparite dall’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del Ramazzini. Ne riferisce il Carlino in apertura e la Gazzetta di spalla. Non è tanto per il valore delle attrezzature – peraltro cospicuo: 70 mila euro – che la notizia del furto ha fatto scalpore e sollevato indignazione, quanto per il fatto che i malviventi hanno danneggiato un ospedale. Resta da capire come sia stato possibile – la razzia parrebbe essere avvenuta fra sabato e domenica, ma i carabinieri stanno indagando – e se si tratti della stessa banda che analoghe sottrazioni di attrezzature le ha effettuate in altri ospedali della zona, a partire dal Santa Maria di  Reggio.

 

 

Altra notizia condivisa dai due quotidiani è la disposizione degli arresti domiciliari da parte delle Fiamme Gialle di Parma per una coppia di carpigiani, 47 anni lui, 39 anni lei, pluripregiudicata (rispettivamente P.P. e R.D. le iniziali) specializzati nel traffico di banconote false. Se ne approvvigionavano in Campania e le smistavano tra Parma, Reggio e Modena, sfruttando soprattutto il canale della consegna delle pizze a domicilio, che poi consisteva in diversi luoghi pubblici scelti per il recapito. L’ammontare del “giro”, basato su banconote da 20, 50 e 100  euro falsificate con cui venivano pagate le pizze, intascando poi i resti in contanti veri, sarebbe sui 5 mila euro. Al termine di indagini partite nel 2016, l’uomo è stato arrestato a casa sua, mentre la donna all’aeroporto di Bologna, al rientro da un viaggio. Con loro sono stati tratti in arresto due complici residenti in altre province emiliane.

 

Nel quartiere Due Ponti, riferisce la Gazzetta, il controllo di vicinato ha permesso la cattura di un ladro mancato: uno che, dopo aver fatto scattare l’allarme di un’abitazione di via Tevere nel tentativo di penetrarvi, si è dato alla fuga, attirando però l’attenzione dei vicini. Lo hanno visto, riferisce il quotidiano, mentre cercava di nascondersi in un cassonetto ed hanno chiamato le forze dell’ordine che lo hanno fatto uscire usando lo spray urticante. 

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