Sulle trivellazioni la Regione precisa: autorizzato lo studio non le perforazioni

Sulle trivellazioni la Regione precisa: autorizzato lo studio non le perforazioni

Sulla prospettiva di una ripresa delle trivellazioni nella pianura emiliana, incluse le zone vallive tra Carpi e Novi, la Regione Emilia Romagna ha diramato la nota che pubblichiamo integralmente:

«Il permesso di ricerca denominato “Fantozza”, presentato nel dicembre 2008 dalla società AleAnna Resources LLC, ha ottenuto l’intesa regionale lo scorso settembre, limitatamente al solo studio geologico-geofisico del terreno. Tale studio, che riguarda un’area di circa kmq. 104 che comprende porzioni di territorio dei Comuni di Campagnola Emilia, Fabbrico, Guastalla, Novellara, Reggiolo, Rio Saliceto e Rolo in provincia di Reggio Emilia, Carpi e Novi di Modena, è stato giudicato dal punto di vista ambientale compatibile ed è comunque subordinato al rispetto di una serie di prescrizioni attinenti l’indagine sismica.

Lo studio in questione, fa registrare le onde di vibrazioni che vengono rifratte dai diversi stati geologici, il cui esito non solo esclude scientificamente qualsiasi pericolo ma potrebbe contribuire a portare elementi utili nella fase di studio della struttura geologica del sottosuolo.

Detto procedimento non ha comunque ancora concluso l’iter. Prima di procedere ai rilievi la società AleAnna Resources LLC dovrà ottenere infatti l’autorizzazione alle indagini sismiche in 3D da parte dell’istituto Minerario (Unmig) che non risulta ancora formalmente rilasciata, informare gli enti locali ed acquisire l’assenso dei proprietari dei terreni interessati.
Ricordiamo che il permesso di ricerca fu rilasciato nel 2010 dopo una procedura di screening che ha visto coinvolte le amministrazioni locali.

 

Poi, in seguito agli eventi sismici del 2012 e dopo istituzione della Commissione Ichese per la verifica del rapporto tra sismicità e perforazioni, le attività vennero tutte sospese. In seguito gli esiti del rapporto Ichese e i risultati degli studi condotti al Cavone, che hanno permesso agli scienziati di concludere che “non vi è alcuna ragione fisica per sospettare che le variazioni di pressione agli ipocentri derivanti dalle attività di produzione o iniezione del Campo di Cavone abbiano innescato la sequenza del maggio 2012”, con la delibera n. 903 del 2015 è stata revocata la sospensione delle procedure relative ai permessi di prospezione e ricerca di idrocarburi, nonché alle concessioni di coltivazione e stoccaggio. In via prudenziale la Regione Emilia-Romagna ha siglato un accordo con il Ministero per istituire Linee guida stringenti per le aziende concessionarie, che introducono ulteriori garanzie per lo svolgimento e il controllo delle attività.
E‘ in questo quadro che si è dato corso alla richiesta di intesa ‘Fantozza’ per la sola esecuzione del rilievo sismico in 3D, dopo una ulteriore verifica con il servizio Via  (Valutazione di Impatto Ambientale).

La fase di studio autorizzata non prevede nessuna perforazione tanto che, anche per procedere ad un eventuale pozzo esplorativo di ricerca bisognerà volgere una nuova procedura di Via, adesso di competenza del Ministro dell’Ambiente e una nuova procedura per la concessione mineraria da parte del ministero dello Sviluppo economico, previa intesa con la Regione che come sempre coinvolgerà pienamente tutte le amministrazioni locali interessate.

Come sempre la linea della Regione Emilia-Romagna è di valutare con grande precauzione attentamente l’impatto ambientale in base a quelli che rappresentano i capisaldi della nostra azione: massima trasparenza, massima conoscenza e massimo coinvolgimento dei territori».

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