Sguardo lungimirante per la scuola

Marcello Miselli, nuovo dirigente al Da Vinci

Sguardo lungimirante per la scuola

Durante il nostro incontro, il suo telefono squilla almeno due volte  per risolvere i più disparati problemi delle scuole: è una condizione normale, condivisa con moltissimi colleghi, quella di Marcello Miselli, nuovo preside dell’Itis Da Vinci ma ancora reggente all’Istituto Comprensivo di Soliera.  

Dirigente scolastico  è entrato di ruolo l’1 settembre 2018, per  dirigere una scuola  tutta nuova rispetto al  suo percorso lavorativo. Docente di Diritto ed Economia, ha lavorato  per diverso tempo  al Meucci-Cattaneo  e solo nel 2012 è diventato Preside,assegnato proprio al I.C. di Soliera e per due anni è stato anche reggente nelle scuole di Serramazzoni. Dopo l’esperienza in un istituto tecnico commerciale e quella in Istituto comprensivo («Un sistema molto complesso perché ci trova a gestire bambini dagli 0 ai 11 anni», ci spiega), Miselli si trova ora ad accogliere la sfida di un tecnico industriale come il Da Vinci.

 

Che idea si è fatto della  scuola fino a oggi?

«È indubbiamente una scuola molto attiva, ben organizzata, in cui lavorano professori molto motivati e collaboratori molto competenti. È una scuola rigorosa nel rispetto delle regole, in cui si lavora con serietà e professionalità  e in cui si è creato un clima molto positivo. C’è rispetto tra studenti e insegnanti e credo che i ragazzi percepiscano tutto questo»

Quali progetti ha per l’istituto?

«Il primo anno me lo prendo per ambientarmi perché, pur conoscendo benissimo il territorio, questo è un sistema molto diverso da quello in cui ho lavorato fino a oggi: ho bisogno di entrare in certe dinamiche, conoscere meglio i ragazzi, le loro esigenze e le loro aspettative. Quando parliamo di progetti, poi, credo sia fondamentale avere uno sguardo lungimirante, individuare i possibili sviluppi e far sì che le collaborazioni siano propositive sia per gli studenti che per gli stessi soggetti che lavorano con la scuola. Occorre rafforzare le alleanze esistenti cercando di individuare una strategia comune ed evitare che i programmi proposti siano fini a loro stessi»

 

Che rapporto vorrebbe instaurare con gli studenti?

«Vorrei che fosse una relazione  positiva, di ascolto e cortesia. Vorrei che prendessero consapevolezza del fatto che studiare è un privilegio: può essere molto stimolante e divertente, ma comporta anche sacrificio se si vogliono ottenere soddisfazioni. Mi auguro che comprendano tutto questo  e che fra noi si instauri un rapporto di collaborazione con noi adulti per migliorare l’offerta della scuola. In generale comunque ho sempre avuto un ottimo rapporto con i ragazzi e credo che proseguirà anche in questo ruolo». 

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