La politica nel suo anno più lungo. E Consarino si dissocia dalle scelte di Simone Morelli

Anche la Variazione di bilancio ha offerto spunti per i vari posizionamenti. Che ruotano intorno al ruolo che vorrà recitare Simone Morelli

La politica nel suo anno più lungo. E Consarino si dissocia dalle scelte di Simone Morelli

In un Consiglio comunale come quello dell’altra sera, con la conferma delle prevedibili divergenze su un argomento politico qual è una Variazione di bilancio che muove più di due milioni di euro fra investimenti e spesa corrente, su una cosa i consiglieri si sono mostrati concordi. L’ha riassunta bene il consigliere ex Forza Italia Roberto Benatti: “Sarà un anno molto lungo – ha detto, commentando gli interventi dei colleghi –: siamo già ai posizionamenti a favore o contro il Vicesindaco”. Per dire che la candidatura alla guida di palazzo Scacchetti contesa tra Simone Morelli e Alberto Bellelli – si vedrà se destinata a restare nei confini del Pd o ad andare oltre – sembra già influire sulle dislocazioni degli schieramenti come su quelle personali.

 

 

Il passaggio dal contesto squisitamente finanziario e amministrativo a quello politico è presto spiegato. Molti movimenti della Variazione di bilancio riguardano proprio il settore di Simone Morelli. E il Sindaco, quasi a prevenire la tempesta, aveva molto insistito, nel presentare la Variazione, sull’incidenza delle misure di sicurezza per rassegne e manifestazioni all’aperto, imposte dalla circolare Gabrielli. Ma Monica Medici, dei 5 Stelle, una ben poco disposta a “posizionarsi” al fianco di Morelli, ha voluto richiamare polemicamente uno a uno quelli che a suo parere restano gli eccessi del settore Cultura: le scuole sono state coinvolte in una Festa del Gioco che dura un pomeriggio e costa 90 mila euro? Non c’è nessuno fra gli addetti comunali che possa essere spostato al Centro unico di promozione, senza spendere 28 mila di una nuova assunzione? Non sono un po’ troppi 200 mila euro per la kermesse natalizia e di Capodanno? E che dire della consulenza da 50 mila euro assegnata per la promozione della “città del futuro”? 

Ma è stata l’esplicita presa di distanza dalla politica culturale di Morelli da parte di Ruggero Consarino, consigliere indipendente eletto con il Pd, a fare scalpore. Un intervento sofferto, il suo: per dire, citando Baumann, che la cultura non è consumo e immagine, ma concentrazione, impiego di tempo, fatica e studio. Aggiungendo poi, per spiegare il proprio voto di astensione, che nella sua visione essa c’entra nulla con il trambusto, gli eventi di massa, il divertimento che sono fattori non di coesione, ma di disgregazione sociale e di appiattimento della creatività. “Non mi trovo sulla lunghezza d’onda di una visione della cultura così fragile e capace di assorbire tante risorse, sottratte al sociale e alla mobilità sostenibile – ha detto –. Non serve illuminare il Castello a giorno: l’addobbo lo mortifica, io sono per la festa sobria, non per gli spettacoli fantasmagorici”. Poteva un polemico Benatti, impegnato da mesi a picconare il grumo di consensi che si va formando intorno a Morelli, rinunciare a buttarsi a capofitto nella breccia aperta da Consarino? Sotto dunque con la polemica contro le grandi manifestazioni; contro il concetto della “cultura che riempie le piazze” divenuto un hashtag dello stesso Morelli, quando essa dovrebbe essere prima di tutto il coltivare se stessi; contro un Comune che viene chiamato dalla circolare Gabrielli per la sicurezza a spendere somme esorbitanti, mentre feste popolari e della tradizione sono costrette a chiudere a fronte dei costi richiesti. Consarino e Benatti contro Morelli, dunque. Ma Lorenzo Boni, del Pd, e Anna Azzi, di Carpi Futura, si sono detti a favore, invece, ritenendo fuori discussione la validità di eventi come FestivalFilosofia e Festa del Racconto (Azzi); o considerando la cultura come uno degli aspetti – ne ha presi in considerazione anche altri, presenti nella Variazione di bilancio – per i quali “...a Carpi si vive bene” (Boni). Di suo Morelli ci ha messo la difesa delle iniziative criticate; ha parlato di un percorso con le scuole per la Festa del Gioco durato tutto l’anno; di consulenti che dal lavoro con il Comune hanno potuto trasformarsi in professionisti; del circolo virtuoso che ha unito la mostra di Watson ai compratori affluiti a Carpi per ModaMakers; delle conferme venute dai numeri. E rivolgendosi a Consarino, lo ha sfidato: “Chi ha idee diverse, le porti, nessuno fa obiezioni sulla possibilità di migliorare”. Il dato rilevante, alla fine, è che Morelli un po’ divide (Consarino e forse anche altri settori del Pd, oltre alle opposizioni storiche); e un po’ unisce, soprattutto sul versante civico di Carpi Futura, in lento, ma costante avvicinamento.

 

 

Ma questa è politica politicante. Nel dibattito sulla Variazione sono venuti fuori altri temi più concreti. Questa volta è stato l’assessore Simone Tosi a finire al centro dell’attenzione. I 5 Stelle gli hanno rinfacciato i 400 mila euro per ristrutturare la pista di pattinaggio al Parco delle Rimembranze; l’ennesimo riaffiorare dell’ipotesi di acquisto della “buca delle mura” per 240 mila euro; perfino i 10 mila euro di noleggio di una autoscala per sostituire le lampade. E Giorgio Verrini, di Carpi Futura, ha rincarato la dose, sottolineando la cospicua entità degli oneri di urbanizzazione messi in circolo dall’assestamento (“Vien da pensare che siano aumentati i permessi di costruire, non certo in linea con la filosofia del no all’ulteriore spreco di territorio”). Lui, Tosi, un po’ ha replicato alle singole critiche: l’autoscala è stata noleggiata perché nessuno ha accettato il prezzo del Comune; la pista di pattinaggio include spogliatoi e tribune; i permessi di costruire sono dati su terreni già predestinati, fanno lavorare la gente ed è stato riconvertito all’agricoltura l’equivalente di 23 campi da calcio. Ma, reduce da convegni dove ha avuto modo di sciorinare le proprie “suggestioni” circa la Carpi del domani, ha preferito spiccare un volo visionario, anche se un tantino fuori tema, come gli ha fatto esservare il consigliere Cristian Rostovi, di Fratelli d’Italia. È stato un decollo a colpi di “raggi verdi” come quello che unirà il parco della Resistenza, inclusa la buca delle mura, a quello della Cappuccina, fino alla zona sportiva e a quella industriale. Di una città “che cresce e che attrae”, mentre i comuni limitrofi perdono abitanti. Di aree destinate da tempo immemorabile all’edificazione e che ora vengono finalmente utilizzate per i servizi pubblici e privati, anche commerciali, per i quali erano state pensate, non essendo più considerabili, fra l’altro, come aree vergini, ma zone di risulta di altre urbanizzazioni. Da lassù, l’Assessore ha guardato verso il basso, rivolgendosi ai banchi delle minoranze, per dire: e voi? che idea alternativa di città esprimete voi, al di là delle quisquilie che mi avete rinfacciate? “La vostra – ha rincarato – è una visione oscurantista della città, per cui mi auguro che torniamo a vincere noi, per evitare i rischi che essa comporterebbe”.

 

Nelle loro repliche Benatti, Verrini e Medici hanno ribadito i rispettivi spunti critici, contestando le cifre dell’andamento demografico citate da Tosi, ribadendo che acquistare la “buca delle mura” è buttare soldi, che gli oneri introitati evidenziano un’attività edilizia ancora dentro il vecchio Prg e della quale il nuovo potrà solo prendere atto. Ma Tosi volitava troppo alto, perduto fra quelli che Benatti definiva “massimi sistemi”, in un empireo fatto di campi da calcio sottratti all’edificazione, corridoi verdi, folle di richiedenti cittadinanza in fuga di comuni vicini, alacri cantieri al lavoro, armoniosi passaggi ciclopedonali a scavalcare la circondariale Losi. Quanto è bastato per far approvare la Variazione dal solo Pd, contrari tutti gli altri, astenuto Consarino. Il che, su un atto di bilancio, va molto al di là di un pronunciamento personale e segnala un forte malumore politico anche del Pd, almeno per le risorse indirizzate alle politiche culturali. O del divertimento, secondo i punti di vista.

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