L'amore di una madre ha dotato la Pio di una sala di lettura

Nel ricordo della figia docente nella scuola

L'amore di una madre ha dotato la Pio di una sala di lettura

L’amore e il dolore sconfinati di una mamma per la figlia, scomparsa due anni fa, ha finito per dotare la scuola in cui lei era docente di una importante struttura che all’istituto mancava dai tempi del terremoto. Lei, la mamma si chiama Magda Pietri, ha 86 anni e, alle spalle, una vita da sarta. Il 14 luglio 2015 un male incurabile si è portato via, all’età di 64 anni, la figlia Silveria Casarini. Insegnava materie letterarie alla media Alberto Pio, Silveria, essendovi approdata dopo la laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna e dopo varie peregrinazioni negli istituti scolastici della provincia. Ed è proprio alla media Alberto Pio che il prossimo giovedì 18 maggio, alle 13, verrà inaugurata la sala di lettura intitolata all’insegnante che non c’è più e tenacemente voluta dalla madre: «Avevo fatto una prima donazione – ricorda lei – che è servita a sostenere le ricerche svolte da alcuni ragazzi della Pio. Ma poi mi sono proposta di contribuire a qualche cosa che potesse restare più a lungo. Ho chiesto quali fossero le necessità più urgenti della scuola. Mi hanno spiegato le condizioni precarie in cui si trova la biblioteca scolastica, tuttora ospitata nell’ala inagibile dell’istituto che fa parte della chiesa di San Nicolò. Da lì è partita l’idea di riorganizzare una sala di lettura in un’altra parte del complesso scolastico». Di questo suo proposito Magda Pietri ha parlato con le colleghe della figlia, le insegnanti Gabriella Carretti ed Eria Bulgarelli, che ne hanno sostenuto il progetto, mentre una decina di donatori hanno deciso di darle una mano, con arredi o contributi in denaro che sono serviti a sistemare i locali e ad acquistare i volumi. Il tutto ha trovato sistemazione in un vecchio edificio, la ex conigliera della scuola agraria che si trova nel perimetro della media Alberto Pio a ridosso del chiostro del convento di San Nicolò. Finora utilizzata come aula di laboratorio, è stata così trasformata in un importante supporto didattico e culturale intitolato alla docente scomparsa. Ma resterà anche come simbolo permanente della dedizione di una madre al ricordo della figlia che le è stata strappata troppo presto, ma che per lei continuerà a vivere anche in quella sala arredata con amore.  

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