La Fondazione replica: erogazioni allineate alle capacità di spesa dei beneficiari

La Fondazione replica: erogazioni allineate alle capacità di spesa dei beneficiari

«Occorre fare chiarezza sui numeri e sulle interpretazioni scorrette che stanno iniziando a circolare a seguito della presentazione delle nostre linee di intervento per il prossimo anno». Così si apre una nota della Fondazione, evidentemente provocata dalla polemica presa di posizione di Liberi e Uguali sul presunto "taglio” di risorse per le erogazioni. 

 

La nota prosegue: «L’ammontare delle risorse che la Fondazione CR Carpi destinerà al territorio nel 2019 sarà di 3,2 mln di euro, mentre nel 2018 gli euro sono stati 4,2 mln. La lettura di questo singolo dato sta originando timori e speculazioni su una consistente contrazione del sostegno a favore delle categorie più deboli, ma le cose non stanno così ed è opportuno ripetere quanto illustrato dettagliatamente nei giorni scorsi in conferenza stampa. Partiamo da un dato su tutti: attualmente sono 5,3 i milioni di euro che giacciono sui conti della Fondazione perché gli interventi, per i quali erano stati stanziati durante gli esercizi precedenti, non sono stati ancora realizzati, a causa della gestione di cantieri complessi o per gli iter burocratici di alcuni beneficiari che ne rallentano la realizzazione. Lo scorso anno, l’importo delle erogazioni che non era stato possibile liquidare, perché il beneficiario non aveva realizzato o concluso l’iniziativa per la quale aveva ricevuto i finanziamenti, ammontava a circa 4 milioni di Euro. Nel giro di un anno quindi, tale ammontare è cresciuto di oltre un milione di Euro a significare che il territorio non è riuscito a spendere tale cifra«.

«In altre parole – continua il comunicato – a fronte di un importo deliberato di 4,2 milioni di euro ne sono stati effettivamente spesi solo 3,2 milioni di Euro, che sono quelli effettivamente giunti alle iniziative. Con questa previsione di spesa abbiamo quindi allineato le risorse che assegniamo a ciò che, attraverso gli enti beneficiari, giunge effettivamente ai cittadini: 350 mila euro derivano da una riprogrammazione delle risorse assegnate al Torrione degli Spagnoli ed alla riqualificazione del centro storico di Soliera, stanziamenti che non stiamo riducendo ma distribuendo su più anni, calibrandoli con precisione ai tempi reali delle loro realizzazioni; ulteriori 400 mila euro corrispondono alla conclusione di iniziative nazionali a contrasto della povertà educativa; 100 mila euro in meno nella sanità non si riferiscono a “tagli per cure di tante famiglie in difficoltà” come qualcuno ha cercato di insinuare, l’Asl è uno degli enti che non ha ancora ultimato di spendere tutte le risorse che gli sono state assegnate in passato, a seguito di complesse procedure delle gare d’appalto a cui le aziende sanitarie sono soggette nell’acquisto delle apparecchiature mediche. Non avrebbe avuto senso stanziare – sottolinea la nota – ulteriori fondi perché restino inattivi, piuttosto, considerato questo rallentamento, abbiamo deciso di far confluire parte delle risorse della sanità in un progetto trasversale a più settori, a cavallo tra salute, sostegno alle famiglie e alle categorie deboli, dando corso a un intervento interdisciplinare di più immediata realizzazione, in attesa che si concretizzino gli investimenti che abbiamo dato per le apparecchiature mediche. Un effettivo piccolo contenimento di 50 mila euro invece ha riguardato il progetto Carpi Fashion System, in ragione degli importanti aiuti ricevuti negli anni passati (per circa 2,5 mln di euro complessivi) e per la sua progressiva affermazione e maggiore autonomia, in modo da liberare risorse per incentivare anche altri comparti produttivi».

La nota conclude: «Si segnala di contro un aumento di risorse a favore del volontariato di circa 50.000 Euro poiché si ravvisa la necessità di garantire buon impulso alla iniziativa di un mondo del volontariato particolarmente attivo. Non stiamo riducendo il nostro sostegno, stiamo facendo quadrare i numeri. Quello che arriva al cittadino non è la cifra che noi deliberiamo ma è quello che gli enti beneficiari riescono realmente a spendere, e quindi noi a liquidare, perché solo in quel momento significa che il progetto è stato realizzato, l’apparecchiatura è stata acquistata, la struttura è stata ultimata, l’iniziativa si è svolta. Fino a quando le risorse che noi assegniamo non vengono spese, giacciono inattive in attesa che il progetto si realizzi, non possono essere investite, perché devono essere rese immediatamente disponibili alla presentazione dei giustificativi di spesa del beneficiario. Calibrando meglio le risorse, queste si rendono fruibili anche per gli investimenti che tutelano la capacità erogativa della Fondazione nel tempo. Dobbiamo essere pragmatici, ottimizzare le erogazioni e spiegare correttamente al territorio questo processo, anche a rischio di venire fraintesi o strumentalizzati, per andare verso una sostenibilità di bilancio e assicurare così un’azione duratura della Fondazione nel futuro».

 

 

 

219 visualizzazioni