I 5Stelle sulla Fondazione: regole oligarchiche, Statuto da cambiare

I 5Stelle sulla Fondazione: regole oligarchiche, Statuto da cambiare

Con un comunicato emesso poco fa, anche il Movimento 5Stelle di carpi prende posizione sulle ultime vicende legate alla elezione del nuovo CdA e del nuovo Presdeinte della Fondazione Cassa di Risparmio.

Ecco di seguito il documento:

«Si è conclusa la gara segreta per il comando della Fondazione Cassa di Risparmio e finalmente anche il MoVimento 5 Stelle di Carpi può esprimere il suo parere, senza essere accusato di voler pretendere  un pezzo della torta, forti del risultato elettorale del 4 marzo. Il nostro giudizio di condanna sull’esito, non è certamente sulle persone che siederanno nel nuovo Consiglio di amministrazione, certamente competenti e rispettabili,  ma sul modo in cui  si è giunti alla loro scelta.

 

«Quando il “Potere” riesce convincere i cittadini che la  democrazia non è indispensabile, allora la strada verso l’oligarchia è spianata e non ci resta che sperare in un tiranno illuminato, anche se la storia ci dice essere molto rara questa figura di amministratore. Che senso hanno delle elezioni in cui si presenta una sola lista di sette nomi per eleggere un Consiglio di sette persone? Chi ha scelto queste sette persone? A chi dovranno rispondere queste sette persone? Non certamente ai cittadini che in nessun modo diretto ed indiretto sono stati interpellati ed ascoltati per scegliere chi dovrà amministrare un patrimonio che ricordiamo essere unicamente  dei Carpigiani.

«La nostra Fondazione nasce dalle poche centinaia di Lire depositate a metà dell’800 da carpigiani,  che hanno un nome e cognome, che sono i bisnonni e trisnonni di tanti carpigiani, quindi occorrerebbe un maggior rispetto e trasparenza nella gestione dell’unico patrimonio finanziario comune della città che ammonta a quasi 300 milioni di euro.

 

 

«Come è stato possibile redigere uno Statuto in cui sono gli stessi consiglieri di indirizzo che devono proporre le liste,  che poi loro stessi voteranno? Un perpetrarsi del potere in cui nessun cittadino ha la facoltà di presentare il proprio curriculum per gestire questo grande “bene comune”. Il fatto che una sola lista si sia presentata spiega bene come i potenti non si combattono a volto scoperto, ma nelle segrete stanze per poi spartirsi ugualmente il bottino secondo i nuovi rapporti di forza usciti dal combattimento. 

«Povera Carpi e poveri noi cittadini che veniamo considerati non abbastanza intelligenti per decidere dei nostri soldi ma altri ci devono gestire per poi elargirci qualche spicciolo  facendoci anche credere che loro sono buoni ed altruisti,  dimenticando che non ci danno altro se non ciò che è nostro per diritto. 

«Speriamo che il nuovo Consiglio insieme a tutta la politica carpigiana – conclude la nota – metta mano allo Statuto rendendo la Fondazione il luogo più trasparente e democratico della città, ci auguriamo un Palazzo Brusati Bonasi di vetro e se mai andremo al governo della città questa sarà una delle nostre priorità».

 

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