Carpi oggi sui giornali. Reperti in Castelvecchio. Le esequie di Andrea Botti. Decreti penali per gli antifascisti

Carpi oggi sui giornali. Reperti in Castelvecchio. Le esequie di Andrea Botti. Decreti penali per gli antifascisti

I lavori nel cortile della elementare Manfredo Fanti stanno portando alla luce reperti come le fondamenta di una torre preesistente alla costruzione di Castelvecchio (XV secolo) e una palla da catapulta. La notizia dei ritrovamenti – compreso un tratto di pavimento in cotto e mattonelle – con la quale apre la Gazzetta di oggi e anticipata da Voce di questa settimana non interferirà sui lavori che, assicura l'assessore Simone Morelli, riprenderanno non appena il Comune, che ne è stato autorizzato dalla Soprintendenza, avrà terminato l'esplorazione archeologica.

 

 

Di spalla il quotidiano riferisce della protesta dei movimenti antifascisti sui quali sono piombati 26 dei 28 decreti penali di condanna (gli altri due riguardano militanti di Forza Nuova) emessi dalla Procura per gli scontri del 4 agosto davanti alla palazzina affittata per ospitarvi dei rifugiati. Fra i colpiti dal decreto anche Roberto Galantini che rivendica la natura pacifica, anche se spontanea, della contromanifestazione indetta per arginare quella, autorizzata dalla Questura, dei militanti di Forza Nuova.

 

Il Carlino dedica ampio spazio, in apertura, alle esequie del 41 enne carpigiano Andrea Botti, morto in motocicletta sulle strade dell'Appennino bolognese mentre si stava recando con altri amici al circuito del Mugello per il Moto GP.

 

La spalla della pagina dà invece notizia della inaugurazione della nuova casa di riposo Focherini e Marchesi in località Appalto di Soliera: la Gazzetta ne dà conto di taglio basso.

 

Di taglio basso il quotidiano riferisce, come fa anche la Gazzetta in un trafiletto, dell'abbandono del domicilio obbligato da parte di uno dei tre ragazzi della razzia di computer, il 19enne senegalese. Lo hanno rintracciato i Carabinieri due ore dopo la scomparsa da casa: era in via Lucrezio, a casa di un amico, e si è giustificato con il non aver capito come funzionava l'obbligo dei domiciliari. E così, all'aggravamento di pena dovuto alla partecipazione al furto con abbandono della residenza obbligata, si aggiungerà, per il giovane, anche l'accusa di evasione.

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