Carpi oggi sui giornali. La condanna per la strage in piazza. Il caso di epatite A Un cutrese a Carpi. Violenza verbale e magliette rosse

Carpi oggi sui giornali. La condanna per la strage in piazza. Il caso di epatite A Un cutrese a Carpi. Violenza verbale e magliette rosse

Una libera e privata iniziativa, quella delle magliette rosse della Bottega del Sole, è stata presa di mira su questa pagina da commenti per lo più negativi e di dissenso, e questo ci può stare, e da una serie di insulti che invece abbiamo eliminati, a costo di incorrere nell'accusa di "censura” evocata da un commentatore. Ma una cosa è censurare un pensiero non condiviso – ma le espressioni di disaccordo le abbiamo lasciate – altra cosa è eliminare un insulto senza una traccia di ragionamento: e questo continueremo a farlo, anche se talvolta, dovendo perdere tanto tempo a vigilare, sarebbe più comodo eliminare il post all'origine dello scandalo. Ma questo non lo faremo mai, perché significherebbe cedere alla sopraffazione verbale e sottostare a quella che consideriamo una forma di fascismo: non quello storico, che è finito ai suoi bei dì, ma l'eterno e ricorrente fascismo delle teste e culturale di quanti non sanno discutere e confrontarsi con chi non la pensa come loro, rifugiandosi nella violenza delle parole.

 

 

Veniamo a quello che si legge oggi sulla pagina di Carpi dei giornali.

Una notizia si prende oggi le aperture di Carlino e Gazzetta: ed è quella della condanna a venti mesi per Teresa Forghieri, l'anziana disabile che investì e uccise tre persone nella piazza Martiri affollata di gente, il 25 aprile 2011. La pena inflitta è lontana dai quattro anni – che avrebbero spedito in carcere l'anziana – richiesti dal Pm Niccolini, la cui requisitoria è stata diretta soprattutto a dimostrare l'imperizia e l'errore della donna che avrebbe confuso freno e acceleratore, in un mezzo speciale del quale doveva conoscere i comandi. La difesa, che ha annunciato appello, ha invece insistito sull'insensibilità del piede, appoggiato su un perno vicino ai pedali e collegato al sistema di accelerazione.

 

L'altra notizia condivisa dai due quotidiani – anche se la Gazzetta parla di un bambino e il Carlino di una bimba – è quella del caso di epatite A registrato al Ramazzini con successivo trasferimento al Policlinico. I sanitari ritengono che il contagio potrebbe essere avvenuto durante un viaggio all'estero. L'Ausl ha messo a disposizione i vaccini per i bambini della stessa classe, anche se ritiene che le normali procedure igieniche della scuola bastino a impedire qualsiasi forma di contagio. Le stesse misure erano state attuate nel reparto già al primo ricovero infettivo.

 

 

La Gazzetta ritorna sul rinvio a giudizio di Antonio Lerose, il cutrese trapiantato a Carpi, per gli omicidi di n'drangheta avvenuto venticinque anni fa a Brescello e Reggio Emilia. Il giornale, in un articolo non firmato e dunque, si presume, proveniente dalla Gazzetta di Reggio Emilia, sostiene che Carpi, al di là del caso specifico, ospitava "basi operative” dell'associazione mafiosa, definendo "carpigiano” anche il giornalista Marco Gibertini, già condannato nel rito abbreviato e che in città frequentava solo il Cabassi, descritto anche come quello “...che a Carpi voleva portare i boss della cosca”.

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