La Commissione europea per le petizioni considera fondate le petizioni contro la Cispadana

La Commissione europea per le petizioni considera fondate le petizioni contro la Cispadana

Con una lettera inviata il 7 dicembre scorso ma della quale si ha notizia solo ora, Cecilia Wikstrom, presidente della Commissione per le petizioni dell’Unione europea, ha avvisato l’Assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, che la Commissione da lei presieduta ha deciso di tenere aperte le petizioni presentate contro la realizzazione della Cispadana.

 

 

Che cosa significa? Che i motivi addotti dai loro promotori Benvenuto Razzaboni, Cinzia Vaccari e Luca Ferioli sono state considerate come seriamente fondate e questo potrebbe avere effetti sull’iter di attuazione dell’opera in questione, per esempio in termini di giudizi di infrazione.

 

La fondatezza delle petizioni per la Commissione si lega soprattutto a tre fattori: incongruenze sull’economicità dell’infrastruttura, rischi per la conservazione dell’habitat naturale e di violazione delle direttive europee sulla qualità dell’aria.

 

In particolare c’è quest’ultimo aspetto nel mirino della Commissione, avendo essa rilevato che la Valutazione di impatto ambientale ha passato sì l’esame del Ministero per l’Ambiente, ma con ben 200 prescrizioni. Non solo: ma l’arteria in progetto è passibile di peggiorare la situazione della qualità dell’aria sia sotto il profilo delle Pm 10 (polveri sottili) che del biossido di azoto, oggetto, questi due livelli, di altrettante notifiche di infrazione già inviate dalla Ue alla Regione Emilia Romagna.

 

 

Circa la sostenibilità economica e la effettiva necessità della nuova infrastruttura e, di conseguenza, sui suoi presupposti economici, la Commissione concorda con le petizioni che non sia all’altezza delle esigenze di mobilità del territorio, mentre l’ultima osservazione riguarda l’habitat, con prospettive di danni permanenti alle specie faunistiche e di alterazioni dell’ecosistema.

 

Come si ricorderà, le petizioni furono portate a Bruxelles nell'ottobre scorso dagli stessi promotori, accompagnati da Elisa Montanari, assessore della Giunta DIacci sempre contraria alla realizzazione della Cispadana come autostrada a pedaggio.

 

“La decisione della Commissione europea per le petizioni di accogliere le osservazioni mosse dal Coordinamento cispadano NO Autostrada – ha subito commentato la formazione Potere al Popolo – è importantissima e rende merito al lavoro straordinario promosso da partiti, associazioni e comitati che, all’interno del coordinamento, da anni si battono per fermare questa grande opera sbagliata e insostenibile.

La Presidente della Commissione petizioni chiede alla Regione Emilia-Romagna di “intervenire affinché si possa scongiurare il prodursi di danni irreversibili sulla salute e l’ambiente dei cittadini, e questa richiesta può essere accolta solo abbandonando la follia di un’autostrada sbagliata dal punto di vista trasportistico, ambientale ed economico”, conclude il comunicato.

 

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